L'isola

L’isola di Favignana forma con le più piccole Marettimo e Levanzo l’ arcipelago delle Egadi e trae il suo nome dal vento favonio, lo zefiro che rende il suo clima particolarmente mite. 
La sua forma ricorda quella di una farfalla con le ali spiegate. La sua posizione ha favorito sin dalla preistoria i primi insediamenti umani, come testimoniano dei graffiti paleolitici e neolitici presso alcune grotte. La maggiore delle isole fu sempre ambita da tutti i popoli che se la contendevano con cruenti scontri. 
Nel V secolo a.C. i cartaginesi vi formarono una colonia e Favignana fu il teatro della loro disfatta per mano dei romani; secondo la leggenda, Cala Rossa prenderebbe il suo nome dal sangue versato dai cartaginesi sconfitti.
Dopo l’unità d’Italia, nel 1874 Vincenzo Florio acquistò le isole dando vita alla cosiddetta “età dei Florio” e vi impiantò il più grande stabilimento ittico d’Europa del XIX secolo per la lavorazione dei tonni catturati nelle tonnare della stessa isola. Oggi l’isola ha una vocazione prettamente turistica, ma ad unirla a quella industriale del passato è ancora la mattanza. 
Ogni anno, da Maggio a Giugno, si può assistere a questo suggestivo rito in cui i tonnaroti spingono i tonni alla morte accompagnati da canti propiziatori, non già spettacolo di sangue fine a sé stesso, ma riproposizione dell’antica lotta per la sopravvivenza dei pescatori e delle loro famiglie.

 

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